giovedì 8 maggio 2008
nessun giorno senza un disegno
Coppola finisce in manicomio!
Forza Colifata che dopo esser stata scoperta da Coca Cola per la pubblicità di una bibita (sigh!); promossa da Manu Chao come racconta Tanoka, ora è arrivato il turno del grande Hollywood …
sabato 26 aprile 2008
leggendo si impara!
in mezzo a recinti di cavalli si snodano i padiglioni, ospitando editori spagnoli, internazionali e rappresentanze diplomatiche; fantastico lo stand della Grecia, due bricchi, quattro libri scritti in greco e ... la greca standista che ricorda tutti i possibili stereotipi del posto!. moltissime le editrici di libri di studio, impressionante sul serio.
stranamente non ho trovato le migliaia di libri di psicologia che normalmente ci sono nelle librerie di Baires (compensava però la quantità di testi e manuali di autoaiuto ... sigh!) Un'altra sorpresa è stata l'assenza di case editrici americane con testi in spagnolo ... che strano dato che è la seconda lingua più parlata negli states! in compenso lo stand dell'ambasciata americana era completamente ricoperto di poster raffiguranti la missione sulla luna. Affatto migliore era lo stand dell'ambasciata italiana, un ricettacolo di pochi libri sui luoghi comuni italiani (mastroianni, la cucina, le auto), le novità editoriali ben nascoste (l'ultimo di Camilleri sui pizzini di Provenzano) o abbandonate in una teca senza spiegazioni (Gomorra), e una quantità impressionante di testi per l'insegnamento ... e qui si nota l'egemonia culturale di un'associazione come la Dante Alighieri, che tra l'altro gestisce a B'Aires una libreria italiana la cui selezione è indegna ... Purtroppo ho visitato lo stand Italia dopo essere passata dall'ambasciata di Francia ... Eh sì, i cugini francesi ci sanno proprio fare ... era organizzata come una piccola "Feltrinellì", con l'accendo alla francese: diplay delle novità al centro, consigliati da leggere e alle pareti una quantità di titoli impressionante suddivisi per categorie (letteratura, filosofia, storia etc.). Forse i cuggini francesi, non avendo lo stereotipo di "pizza, mafia e mandolino" da dover supportare, si sentono più liberi di presentare la propria ricchezza culturale?
Per gli emigrati con marcata nostalgia per la terra patria, il 9 maggio alle 19:30 ci sarà Ammaniti a presentare e firmare copie del suo ultimo libro ... che per la cronaca si può comprare allo stand Mondadori, alla "modica" cifra di 155 pesos (30 euro più o meno!) ...
Per finire una chicca un po' turistica ... un libro in spagnolo (purtroppo) con 11 itinerari storici e architettonici scritta da professori universitari che hanno costituito, nel 1999, un agenzia per acocmpagnare turisti esigenti in giro per la città. avevo avuto modo di partecipare ad un loro tour, accompagnato da un professore di economia che avevo molto apprezzato per la preparazione e la simpatia ... ebbene il libro è all'altezza delle aspettative e ... per non fare troppa pubblicità ... organizzano anche 1 tour gratuito al mese ...
venerdì 25 aprile 2008
mangiare, mangiare, mangiare ... carne e dintorni
Ecco la prima lista ...
in pole position, dato il mio status di emigrante ... SALGADO, l'arte della pasta fatta in casa trasformato in ristorante ...
segue a poca distanza un'enoteca, "bar a vins" lo chiamerebbero in Francia. Il salotto di casa fatto luogo per degustare calici o bottiglie ... JUFRE
e per finire, una parrilla non turistica nell'area di San Telmo ... com'è possibile? basta cucinare carne abbondante, buona e a prezzi argentini, posizionare il locale in fondo al parque lezama, in prossimità di una vecchia fabbrica di biscotti italiani, la Canali, ed ecco fatto, 1880, il fascino di una trattoria toscana nel cuore di Buenos Aires! ... esperienza da fare, per quelli come Roberto, appassionati di carne e di Buenos Aires ...
martedì 22 aprile 2008
tango e non solo: la movida culturale di buenos aires in pillole
e una volta giunti in città, fuggire alle sempre più numerose trappole per turisti e concentrare la vita culturale di un porteno in pochi giorni ...
si comincia dal centro culturale konex, spazio ospitato in una ex fabbrica di olio, risalente al 1920 e in attività fino al 1992. Ristrutturata lasciando intatte le caratteristiche principali dello spazio, è un luogo interessante che ospita un cartellone di artisti stabili (consiglio la bomba de tiempo ogni lunedì, 17 percussionisti eccellenti con un pubblico di affezionati che si scatenano al ritmo dei tamburi).
e per chi non può fare a meno di ballare, ci sono corsi di tango, sempre e comunque, senza prenotazione, si può frequentare anche solo una lezione e provare il brivido di questo ballo così intenso con insegnanti tra i migliori (lo dice un’amica milanese quasi ballerina professionale …). La scuola (Escuela Argentina de Tango) è ospitata tra l'altro nel centro culturale Borges, all'interno della Galleria Pacifico, bell'edificio ottocentesco oggi trasformato in uno shopping center (sigh! gli anni 90 a Baires hanno lasciato il segno ...). Per chi ama l'avventura e adora il "passaparola", ebbene c'è El Amague, scuola condotta da un giovane e bravo ballerino che ha partecipato all'ultima edizione del festival di tango "giovane" che tiene classi in uno splendido edificio nei pressi del congresso ... sul suo blog si trovano tutti i dettagli; Miguel ed il suo staff sono bravissimi e pieni di entusiasmo ...
interessati a concerti, spazio culturale / teatro / sabato pomeriggio sorseggiando mate (la bevanda nazionale) mentre si ascolta musica classica dal vivo? ecco lo spazio adatto, Noavestruz, ricavato da una casa / magazzino, con una programmazione interessante, un luogo accogliente e gradevolissimi i frequentatori …
per i più curiosi, per chi capisce lo spagnolo, c'è un sito che raccoglie tutta la programmazione dei teatri e centri culturali "off" di Buenos Aires (ne gestiscono circa mille ...).
domenica 20 aprile 2008
Yo - di Rafa Cortes e Alex Brendemühl
martedì 15 aprile 2008
- Prima accoglienza,
- ospitalità, per sé e per i propri cari
- orientamento su usi e costumi del paese ospite,
- seminario full immersion dal titolo “come trasformare un disastro economico e sociale in un paese civilizzato, il caso Argentina”
- supporto morale e qualche cena per superare il cambio di abitudini culinarie,
- lista di ristoranti italiani e pizzerie a Buenos Aires, salumerie e pasticcerie di sfogliatelle, cannoli etc. perché la lontananza non si trasformi in nostalgia!
E per chi si trova già a testa in giù, dall’altra parte dell’oceano, abbiamo attivato un numero di telefono gratuito al quale confessare dubbi e perplessità sul bel paese che si è lasciato. Una suadente e comprensiva voce automatica risponderà “eh, già!” a qualsiasi commento, da “ma neppure Macri (una copia in piccolo di Berlusconi che governa la città di Buenos Aires) è tanto agghiacciante” a “ma com’è possibile che lo votino così tanti” per finire sul grande classico “ma la Lega è una forza politica impresentabile, urlando per la secessione del nord!”.
Insomma, nel paese a più alta densità di psicologi/psicoanalisti/psicoterapeuti per abitante, ciascuno potrà incontrare il supporto necessario per superare questo momento ... in fondo "domani è un altro giorno"!
martedì 8 aprile 2008
ladri di biciclette?
Mi chiamavano Violeta e festeggiavano il mio compleanno il 7 maggio, ogni anno dal 1978. è così che “papà e mamma” hanno rubato la mia identità, con la complicità di un amico di famiglia, un amico loro che si chiama Enrique.
Enrique mi ha presa dall’ospedale militare appena nata, strappata dalle braccia della mia vera madre; mentre il mio vero padre marciva in uno di questi centri di detenzione clandestina della dittatura; di loro non si sa più nulla se non che, forse, probabilmente, li hanno volati, come tanti altri, imbottiti di tranquillanti da un aereo … Enrique mi voleva per sé, non poteva avere figli lui … ma sua moglie lo voleva maschio, figlio di guerriglieri, rubato, non importa ma maschio. E così Enrique mi ha tenuta a casa di sua madre un paio di mesi fino a che non mi ha portata a casa dei suoi amici, anche loro sterili,anche loro sapevano chi ero, da dove venivo, una femmina andava bene uguale per “mamma e papà”. Così mi hanno chiamata Violeta, come la moglie di Enrique.
Ho sempre voluto sapere da dove venivo, ho sempre saputo di non appartenergli. Forse perché fin da piccola “mamma” non si faceva scrupoli a urlarmi le mie origini, come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. “Violeta, alzati e fai pipì che dobbiamo partire per il mare … Forza Violeta, non me lo far ripetere due volte … VIOLETA!!!”. Un’amica che viveva con noi ricorda, quando avevo non più di quattro anni, mia “madre” urlare perché io assonnata, presto la mattina non mi decidevo ad andare a fare pipì prima di metterci in cammino per Mar del Plata. E rammenta (è agli atti del processo) mia “madre” urlarmi “SEI UNA RIBELLE MENTRE IO TI HO CRESCIUTA CON PANNOLINI DI SETA, SE NON FOSSE STATO PER ME SARESTI PULCIOSA E SPORCA, IN UNO ZAINO, IN GIRO CHISSA’ DOVE, CON DEI GUERRIGLIERI!”.
Mia “madre”, Cristina, una donna di 30 anni allora, che sapeva di appropriarsi di una persona, strapparle l’identità, sapeva e pensava che fosse una cosa giusta, e detestava il mio carattere, detestava che domandassi da dove venivo … me lo hanno fatto dire da una psicologa al principio, mi hanno raccontato un sacco di bugie, per tanto tempo, mi hanno anche detto che ero figlia di Enrique, figlia illegittima e per questo data in “adozione”. Ma Enrique negava, diceva che non sapeva, che lo avevano solamente chiamato dall’ospedale militare che aveva fatto da tramite … e mi proponeva di comprarmi un appartamento e farmi andare a vivere da sola se non mi trovavo bene con i miei “genitori adottivi”.
Questa storia non è solamente la storia di “Violeta”, Cristina, Osvaldo ed Enrique, è la storia di molte persone, medici, infermieri che assistettero al parto, amici della coppia che, improvvisamente senza alcuna gravidanza, seppero che Cristina aveva una bimba, che il certificato di nascita la dichiarava figlia naturale; è la storia di colleghi di lavoro, familiari. Sapevano tutti, non molti hanno parlato. Questa è la storia di una bambina, ora donna, di Maria Eugenia Sampallo Barragan che l’altro giorno ha assistito alla condanna dei 3 personaggi principali di questa vicenda. Enrique (l’amico di famiglia) condannato a 10 anni, Osvaldo (il “padre”) a 8 e Cristina (la “madre”) a 7 anni.
Per un furto di auto a mano armata in Argentina è prevista una pena dai 5 ai 15 anni, per un sequestro di minore a scopo estorsivo sono previsti 25 anni di galera.
Maria Eugenia ha dovuto aspettare 7 anni per la condanna in primo grado, i suoi “genitori” (e che la stampa estera smetta di chiamarli adottivi perché qui di adozione non c’è neppure l’ombra!) non andranno in carcere fino alla condanna definitiva. E i suoi genitori comunque non ci sono più e immagino che per loro la tortura peggiore sarà stato sapere che lasciavano una figlia nelle mani dei propri carnefici!
(Maria Eugenia non rilascia interviste, la prima persona nel racconto in corsivo è un'invenzione mia, la sostanza ed i fatti sono invece raccolti dall'atto di citazione che maria eugenia ha presentato in tribunale, si può leggere sul sito delle nonne di plaza de mayo - www.abuelas.org.ar)
mercoledì 2 aprile 2008
l'ironia dei cartelli stradali ...
Lo stile del libro è riassunto in questo cartello "liquidazione totale causa saccheggio" ... una quantità di cartelli assurdi, ironici. l'idea geniale e la veste grafica eccellente. Anche dal sito è possibile scoprire chicche, come nella sezione "pipì", uno dei cartelli fotografati recita "obbligatorio l'uso di carta igienica"?!? Il progetto, inziato al principio del 2000 come un hobby dei tre ideatori (Seimandi, Mendieta e Silberman) di scattare foto a cartelli e messaggi ironici per le strade argentine si è trasformato in un progetto collettivo, un sito che raccoglie foto da molte parti del mondo di persone che si sono appassionate all'idea e un libro realmente intelligente ... peccato per chi non sa lo spagnolo! Un'ultima citazione "per favore, non parlate al cane" e la raccomandazione di farsi un giro nel sito!
lunedì 31 marzo 2008
della serie “il voto è segreto e personale” …
giovedì 27 marzo 2008
la campagna elettorale italiana quaggiù dall'altra parte dell'oceano
quaggiù dall'altra parte dell'oceano sembra di stare in Italia. la città è letteralmente tappezzata di manifesti elettorali ... sinistra arcobaleno e popolo delle libertà la fanno da padrone nell'attacchinaggio, su ogni muro, sopra ogni cartellone pubblicitario ... forse esagero ma questo è per l'effetto frustrazione di non poter votare!
mi sono recata al consolato il giorno del mio arrivo a Buenos aires, con certificato elettorale, passaporto, biglietto aereo che dimostra la mia impossibilità a rientrare in tempo per aprile... al consolato parlano solo spagnolo, ci sono iscritti circa seicentomila argentini con passaporto italiano, è comprensibile ... gli spiego nel mio spagnolo claudicante che prodi è cascato mentre ero in aereo, a fine gennaio, rientrando in italia per una vacanza di un mese e mezzo, … a nulla è servito che mi mostrassi contrariata e offesa dal fatto che tanti argentini, che neppure parlano l’italiano, avrebbero votato alle prossime elezioni mentre io, io che non ho perso neppure una consultazione elettorale (e facevo vedere tutti i timbrini sul mio certificato-libretto), neppure una suppletiva a milano per la morte di non so quale parlamentare … insomma, io non posso … nessuna pietà!
Così seguo la campagna italiana e, quando incontro a Buenos Aires qualche banchetto di candidati per l’america del sud, mi fermo … L’altro giorno mi batteva il cuore, un banchetto enorme vicino a Plaza de Mayo della sinistra arcobaleno. C’era tutto, ombrellone e tavolino, volantini, musica, il candidato era l’unico assente! Però c’erano ragazzi che distribuivano il programma … Mi fermo e chiedo se conoscono anche qualche nome di candidati del PD, se sanno dove questi organizzano i banchetti (con la remota speranza di poter andare a dare una mano, così, sentirmi partecipe) … Mi risponde un pennellone poco più che ventenne che gli pare di ricordare che il candidato del Pd è il governatore della Lombardia … ORRORE! Mi sorge un dubbio tremendo e pongo la fatidica domanda “desculpe, pero te pagan para hacer esto? –Scusa, ma ti pagano per farlo?” … Claro” mi risponde orgoglioso il pennellone … Lo guardo in faccia, noto che ha ancora segni di acne giovanile e schifata mi allontano … Ai nostri tempi eravamo tutti volontari, bofonchio tra me e me!
Campo minato titola "il manifesto" locale
Sono giorni che i produttori agricoli, grandi e piccoli, dimostrano contro le misure del governo tese ad aumentare le ritenute fiscali all’export per il settore. Così, dopo anni di vacche grasse, finalmente alla richiesta di una redistribuzione di ricchezza, il settore risponde "no, grazie!". E a sostenerlo c’è la società bene, signore ingioiellate, distinti uomini d’affari che si radunano in piazza, battendo pentole per farsi sentire, contro quello che ritengono un esproprio che mette in dubbio la proprietà privata! Manifestazioni che nei primi anni del 2000 erano della classe media sconvolta dalla crisi, senza risorse e senza lavoro, ora “il manifesto” locale (Pagina 12) ironizza essere la manifestazione dei SUV …
martedì 25 marzo 2008
24 marzo - il giorno della memoria
Si sentono sgommare delle auto di lontano, da avenida libertador e immagino le auto delle pattuglie che portavano i prigionieri incappucciati dentro la Esma, la Escuela de Mecanica de la Armada, che ha funzionato come centro di detenzione clandestino durante l’ultima dittatura argentina. E' assordante l'indifferenza del quartiere, un “barrio” elegante, dove la gente porta a spasso i cagnolini ed i ragazzi escono dai collegi esclusivi della città indossando le uniformi della scuola, eleganti, ignari, ignoranti.
Ecco l’ingresso, qui parcheggiavano le auto, dalla porta in fondo entravano i prigionieri, molti non sarebbero usciti vivi. Il ragazzo che mi accompagna in questo macabro tour mi racconta, passeggiano per le curate aiuole di questa base militare che la convivenza con i militari è stata lunga. Lui, impiegato della segreteria per i diritti civili della città, lavorava alla ESMA quando ancora l’esercito aveva ceduto soltanto pochi edifici dell’immensa base. Convivevano, militari e rappresentanti dei diritti civili, separati in casa da una barriera di metallo alta oltre 2 metri, che lasciava vedere soltanto i piedi … E così si controllavano, vicendevolmente. La convivenza è durata ben tre anni, molto oltre il termine inizialmente fissato per il passaggio di consegne.
martedì 19 febbraio 2008
se puede?
ma se sembra tanto difficile rispondere positivamente a tali e tante domande, allora me lo domando pure in spagnolo, magari in un'altra lingua ... entonces, se puede ... ?
sabato 22 dicembre 2007
ma che sta succedendo in europa?
mentre quaggiù, dall'altra parte del mondo la vita scorre tranquilla accompagnata da piccoli / grandi momenti di allegria. come ieri sera, cena a lume di candela col fidanzato ... in un ristorante rigorosamente "originale" degli inizi del secolo, bancone in marmo, invece della candela il neon e menu di pesce spagnolo a prezzi popolari, una "trattoria" ... dove mi casca dal soffitto e atterra sulla spalla uno scarafaggio gigante appena mi siedo, dove mi giro verso il proprietario che sta alla cassa e smista gli ordini del bere per dirgli dello scarrafone e lo vedo con un dito completamente infilato nel naso, tutto concentrato ... dove il cibo era buono ma a pensarci bene ... non ci ritorno più!
lunedì 17 dicembre 2007
copione per un B movie
Sembra la brutta fine di un adolescente dei quartieri alti di una qualsiasi citta´ del mondo. Ma questa e´ la storia di Febres, torturatore della dittatura argentina, responsabile della sottrazione dei neonati partoriti dalle recluse alla ESMA. La descrizione della sua supposta ¨reclusione¨fa impallidire, era in ¨galera¨da 8 anni e quattro giorni dopo il suo decesso si sarebbe letta la sentenza a suo carico per alcuni fatti atroci commessi durante gli anni oscuri delle giunte militari.
Il giorno successivo alla morte i principali quotidiani si sono affrettati ad appiattirsi sulla tesi della morte naturale ¨diabetico, cardiopatico, sara´morto di un coccolone!¨. Ma qualcosa non tornava perche´il magistrato insiste per essere presente all´autopsia, comportamento irrituale per una morte naturale ... E il caso scoppia 24 ore dopo. Blu, volto totalmente blu, e una quantita´di cianuro nello stomaco di tre volte superiore alla dose necessaria per morire, per uccidere ... Il veleno e´stato ingerito poco dopo cena. Il cadavere, che non sembra portare segni tipici della sofferenza per morte da cianuro, e´stato rinvenuto nel suo letto dodici ore dopo, perche´il detenuto, in una base militare del corpo al quale apparteneva, non si era presentato a colazione ... cosi´il giallo si infittisce.
In galera, quella vera, ci finiscono nell´ordine la moglie con i due figli, il responsabile della base militare e il responsabile della sorveglianza di Febres.
La tesi piu´probabile e´che lo abbiano suicidato, i motivi pero´restano oscuri e la materia per un magistrale film di azione, spie, morte e vendetta lievita!
La buona notizia e´che Coppola, ora negli USA per la promozione del suo ultimo film, presto tornera´a Baires per cominciare le riprese di Tetro; sembra dunque che il suo pc sia stato ¨riscattato¨dalle mani degli ignoti ladri che colpirono pochi mesi fa la sua casa di produzione portena!
Solo un mostro sacro del cinema come lui puo´elevare ad arte questo misero copione, trito e ritrito!
martedì 11 dicembre 2007
il museo dei bambini?
- una pedana che mostra sfacciata l’automobile in promozione nel mese in corso (sigh, una fiat siena …)
- un supermercato (marca COTO) a dimensione bambino, come dire che l’esselunga ricrea un suo super per insegnare ai bambini come consumare, spendere, usare il carrello nella grande distribuzione organizzata e moderna, e se non bastasse ... non c’è ombra di una bottega tradizionale tipo panettiere, calzolaio …
- una banca (marca BANCO ARGENTINO) il cui slogan è: costruiamo i futuri proprietari (ammicca al prestito bancario e lo slogan è scritto sopra la faccia di un bambino …)
- l’agenzia delle entrate argentina, nella riproduzione di uno spazio doganale per le merci … indicano in quale momento del processo di importazione si devono pagare i dazi!
- un ambulatorio per bambini (dove si fanno anche le vaccinazioni ai bambolotti),
- il dentista (spazio “gentilmente” e poco discretamente sponsorizzato da colgate, con un tubo di dentifricio gigante fatto a scivolo),
- una fattoria del latte, allestito dalla nestlè latte in polvere,
- 2 aree giochi con il logo del negozio che ha rifornito di balocchi e, casualmente, si trova proprio all’ingresso del museo, con le sue vetrine luccicanti che ammiccano a bambini oramai trasformati in perfetti quanto ottusi consumatori.
lunedì 10 dicembre 2007
satanismo al cineclub?
Li chiameremo con nomi fittizi, per non ledere la loro privacy. Sono Daniel e Natalie, una coppia lui ingegnere lei psicologa. Abitano al primo piano di un palazzo antico, fatiscente, nelle immediate vicinanze del centro storico. Il quotidiano dice: “stasera il cineclub XXX (sempre per motivi di privacy) presenta il film L'importante è amare (1975) di Andrzej Zulawski con Fabio Testi, Jacques Dutronc, Romy Schneider. Ingresso 8 pesos, ore 21”. Così, incuriositi dal film, ci troviamo nel mondo di Daniel e Natalie, perché è a casa loro, nel loro salotto che si organizza il cineclub, con le foto dei loro figli, le loro lauree appese in quadretti agghiaccianti, la loro libreria. Un proiettore, uno schermo, una ventina di seggiole in plastica e voilà, il cineclub è servito! Come se su Repubblica cronaca di Milano comparisse "cineclub lorenzo presenta stasera il settimo sigillo, ore 21, ingresso gratuito" ... (lorenzo è l'amico cinefilo del gruppo!). Non posso non chiedermi se le tasse questi due le abbiano mai pagate … L’inizio del film, quasi contestuale al nostro arrivo, ci impedisce di guardare i volti degli altri partecipanti, tutti però si salutano per nome, una signora si offre di spengere la luce, come se fosse stata casa sua, come se io, al cinema odeon di milano mi rivolgessi all’operatore “pino, ti spengo le luci?” … Le fosche tinte del film ci appassionano, dimentichiamo il luogo, la gente, il rumore del traffico. Alla fine, la luce si accende, alcuni se ne vanno ma gli altri cominciano a predisporre le proprie sedie … non capisco, che succede? Tutti in cerchio, anche a noi chiedono di accomodarci, attorno ad un piccolo tavolino, comparso d’improvviso da dove lo ignoro. Tazze del caffè, termos, pasticcini … e cominciano a passare il piatto, di mano in mano … passa da me e, come gesù, passo a mia volta l’amaro calice, quei dolcetti sembrano veramente cattivi. Colgo però l’occasione di guardare i miei vicini, pensando che oramai è troppo tardi per tagliare la corda … il silenzio incombe, tutti aspettano qualcosa, ma COSA? Nell’ordine ci sono: Daniel, una signora che sembra sapere un sacco di cinema, un vecchietto con i calzini beige, un ragazzone tutto ciccia e punto cervello, alcuni suoi amici / accompagnatori (non sembra autosufficiente!), chiude il cerchio Natalie. Improvvisamente vengo risvegliata dalle mie elucubrazioni perché … è cominciato il mitico dibattito … non ci posso credere, nel salotto di casa di estranei, si parla del film sorseggiando disgustoso caffè zuccherato. Il tonto chiede spiegazioni sul marito di romy schneider, era gay o impotente? Un’altra si dilunga nell’analisi delle qualità recitative di fabio testi (!!!). insomma, io pensavo che avrebbero fatto di noi neofiti un ragù mentre questi personaggi raccolti intorno ad un piatto di dolcetti animavano un dibattito che, visto il pubblico, si è concentrato sullo spiegare il film a tutti quelli che non lo avevano capito … semplicemente GENIALE!
giovedì 6 dicembre 2007
uruguay

Paese che tanto assomiglia all’Italia degli anni 50, hanno il quotidiano La Republica, stessa grafica stesso orientamento politico, sarà pure lo stesso editore? E si sorseggia caffè corretto con il tipico bigné di cioccolata … in alcuni momenti ho seriamente pensato di essere tornata a casa laggiù, dall’altra parte dell’oceano, prima del tempo! L’atmosfera a Montevideo è rilassata, tanto che per vedere la borsa valori nel centro storico basta spingere la porta girevole e … puff, eccoti immerso nel recinto delle grida, dove sonnolenti funzionari in giacca e cravatta sono comodamente seduti chiacchierando mentre dietro di loro, su uno
schermo gigante scorrono le quotazioni dei 4 titoli uruguagi … ed il grafico è un’avvilente retta orizzontale! Per le strade si trovano i poster della formazioni di calcio che vinse negli anni 30, il primo mondiale fu organizzato in Uruguay e la cosa più strana è che gli uomini nei bar ancora ne parlano come se fosse successo letteralmente la scorsa estate. L’età media batte Sanremo, luogo ideale per pensionati e vecchietti di vario genere, i giovani si radunano in baretti scrausi e si uccidono di canne, almeno i giovani che ho incrociato io nella poca vita notturna che ho fatto (l’età avanza per tutti!). Il consumo di whisky pro capite pare sia superiore a quello irlandese, in effetti è la bevanda nazionale insieme alla birra e solo preceduto dal mate, vero rito nazionale. L’architettura resta fantastica e la movida sul mare incantevole. Lunghe spiagge che pullulano di persone. Insomma, turismo architettonico e ricerca del tempo che fu … una miscela di eleganza e decadenza unica!


