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martedì 10 giugno 2008

Coppola continua a girare a buenos aires

e tutti lo incontrano, lo vedono girare le scene del suo ultimo film meno la sottoscritta. mi è giunta l'ultima segnalazione dal migratore clandestino che lo ha avvistato al bar britannico, vicino parque lezama, uno dei miei caffé preferiti a buenos aires ... ma coppola continua a far parlare di sé sui settimanali scandalistici della città. in effetti molti attori si sono lamentati delle condizioni contrattuali con le quali coppola li avrebbe fatti lavorare, altri periodici invece si concentrano sulla sua supposta tresca con una delle attrici del film che prontamente smentisce ... insomma, la saga coppola a buenos aires continua e si aspettano nuovi avvistamenti del famoso regista!

venerdì 25 aprile 2008

mangiare, mangiare, mangiare ... carne e dintorni

inauguro così uno spazio meno politico perché, se come giustamente tanoka dice "scappare è inutile" e si domanda "che fare dunque?", forse affogarla nelle delizie culinarie ... recensioni di ristoranti, dei posticini che ho scoperto quaggiù, dall'altra parte dell'oceano dove al piacere della scoperta iniziale si è aggiunta l'abitudine di tornare spesso. Luoghi familiari che fanno di questa città un posto conosciuto, cordiale, saporito e vario!

Ecco la prima lista ...
in pole position, dato il mio status di emigrante ... SALGADO, l'arte della pasta fatta in casa trasformato in ristorante ...
segue a poca distanza un'enoteca, "bar a vins" lo chiamerebbero in Francia. Il salotto di casa fatto luogo per degustare calici o bottiglie ... JUFRE
e per finire, una parrilla non turistica nell'area di San Telmo ... com'è possibile? basta cucinare carne abbondante, buona e a prezzi argentini, posizionare il locale in fondo al parque lezama, in prossimità di una vecchia fabbrica di biscotti italiani, la Canali, ed ecco fatto, 1880, il fascino di una trattoria toscana nel cuore di Buenos Aires! ... esperienza da fare, per quelli come Roberto, appassionati di carne e di Buenos Aires ...

lunedì 26 novembre 2007

una serata fantastica, in un luogo magico, il primo club sociale e culturale (Club de el progreso) fondato in Argentina nel 1852. Decori, stucchi, legno, tutto risplende di un lusso decadente. Il club poi ha tra i suoi illustri membri quasi tutti i più importanti Viali di Buenos Aires, molte stazioni del treno ed alcune del metro! insomma, conosco poco la storia del paese ma questo è decisamente un posto da frequentare!

venerdì 2 novembre 2007

emigranti moderni


rotiseria miramar
Inserito originariamente da lavalen
Io gli emigranti li ho sempre pensati con la valigia di cartone, sporchi, analfabeti, insomma con le pezze al sedere, letteralmente come Crialese li raffigura (e non solo lui) nel suo film “Nuovo Mondo”. E il fenomeno migratorio lo collocavo temporalmente in un’altra epoca, quando ancora io non ero nata. Invece scopro quaggiù, in quest’angolo di Europa dall’altra parte dell’oceano, che l’emigrazione continua, dall’Italia alla ricerca di opportunità, letteralmente alla caccia di fortuna. Non mi riferisco al variegato mondo dei cosiddetti espatriati, quelli che partono in missione, fanno gruppo, ricreano in ogni continente dove vanno le condizioni di vita originarie della propria città e si lamentano dello sporco, dell’assenza di buona pizza, del caffè imbevibile etc. E i moderni emigranti per me non sono neppure i freakettoni dello Yucatan, sulla spiaggia tropicale a cucinare pizza e tagliatelle “perché cioè, sì, che qua ho trovato, cioè, una dimenzione di vita alternativa, cioè, faccio meditazione e mi concentro meglio nella posizione del cobbra quaggiù, non c’è niente da fa’!”.
No, quelli che sto conoscendo quaggiù sono una razza a parte, emigranti moderni, lasciano casa perché fuori, sicuramente, otterranno risultati maggiori a parità di sforzo, almeno questo sembra essere il paradigma applicato.
E così conosco Carmine, emigrato da Salerno 10 anni fa. Ha individuato una nicchia di mercato interessante: un caseificio che utilizza il latte argentino con tecniche di produzione del formaggio tipicamente italiane … Ne ha ottenuto un pecorino che, per gli standard locali, è fantastico e produce una mozzarella fiordilatte che mi ha fatto commuovere quando l’ho assaggiata. E mi racconta, nel suo traballante italiano che “me piace chedarme accà, è una mui buona città, qua sto bene ma non posso volvere a italia, con questo dinaro nun ce faccio nunca al mio paise”.
E poi conosco Francesco, tipico romano della Roma del mondo cinematografico, del fare e brigare. Lui lavora a nyc con harvey keitel prima di decidere di traslocarsi armi e bagagli a B’aires ed aprire un ristorante … “sai, co’ harvey e robbert (cfr. De Niro) se parlava d’apri’n ristorante però io mai ho avuto un ristorante; chiaro, se magnavano la mia spigola ar sale loro e tutti l’ amici e me riempivano de complimenti, ma da na spigola a’n ristorante ce passa n’autostrada, meglio fasse le ossa quaggggggiù, no?”. Aperto da soli due mesi, “i due ladroni” è un posto assolutamente unico, la qualità del cibo è tanto buona quanto il sapore dei formaggi di Carmine.
E io cosa racconterò, un giorno, incontrando un italiano che passa qualche giorno per turismo a B’aires? Sono aperte le scommesse …